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Pensione per cani, Allevamento amatoriale di pappagalli svezzati a mano, Pensione per pappagalli ed altri animali, Passione per i golden retriever |
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Ho poi notato che io lo saluto sempre con un ciao Federico, e anche gli amici ricambiano il suo saluto con ciao o ciao Federico, ma lui non si è mai sbagliato non ha mai detto salutando me o gli altri, “ciao Federico”; e non perché non rientra nel suo vocabolario, ma perché non è appropriato, perché sa che è lui “Federico”.
13) Mi è capitato, ora dopo il primo anno e 1/2 in cui viviamo insieme, constatare che ho parlato più di un minuto e 1/2 al telefono con Federico, senza accorgermene: una mattina mi trovavo ancora a casa e dovevo fare una telefonata di lavoro, non trovando il cordless (che avevo dimenticato nella veranda dove stava lui), mi sono recata nella mia stanza da letto per usare quel telefono che era lì. Dato che in casa tutti loro gorgheggiavano con urli più o meno acuti, ho chiuso le due porte dell’anticamera e della camera da letto per riuscire ad avere più privacy. Ho composto il numero telefonico, di un’Ente, e poi messo la cornetta vicino al mio orecchio: ho immaginato che la telefonata era già attivata perché non udivo il suono telefonico libero, perché sentivo il respiro dall’altra parte del telefono, allora ho detto “pronto”, e dal ricevitore ho udito una voce gentile che diceva “pronto”, allora ho continuato con tono professionale la conversazione, dicendo “buongiorno sono l’arch. Mattelloni, potrei parlare per favore con il dott.xx?”, ed una voce dall’altra parte mi ridice “prontoooo!”, al che pensando che non aveva sentito ho replicato “pronto, potrei parlare per favore con il dott.xx?, ma dall’altra parte del ricevitore. mi è stato risposto con tono poco professionale “prontooo!”, ed io ho continuato a replicare “buongiorno potrei parlare con il dott. Xx?”, la voce a quel punto continuò a rispondere -devo confessare che era un po’ interdetta, perché, al telefono quest’estraneo aveva un tono esageratamente amichevole, per essere un asettico centralinista-, e a quel punto della conversazione, la voce mi dice “a ciao, come stai?”, ho continuato un po’ sorpresa ed indignata la conversazione con quello che ritenevo un’operatore intraprendente o forse ubriaco, e ormai ripetevo un po’ esasperata la frase, “mi scusi, potrei parlare con il dott. Xx!”, ma la voce dall’altra parte del ricevitore, come io finivo di parlare, diceva come risposta la sequenza “pronto, ciaao! Come stai?” A quel punto, finalmente mi è venuto un dubbio, ed ho detto a quella strana voce burlona “mi può per favore aspettare un attimo?” mi sono precipitata nella veranda, dove ho trovato Federico che teneva perfettamente il cordless in mano, ovviamente con il tasto spinto di conversazione in funzione, che diceva al ricevitore “pronto? Mamma! ciao, come stai?”, e quando mi ha vista, con faccia attonita, mi ha detto felice, “Ciaao!”. Sono rimasta senza parole, gli ho levato il cordless dalla zampa, arrabbiata ma soprattutto attonita con me stessa, perché non mi ero accorta che stavo parlando al telefono con lui, e per di più da qualche lungo minuto.
14)Preciso che non parla sempre e solo in un modo criteriato e con senso, il pomeriggio all’imbrunire quando sta nella veranda da solo con gli altri, lo sento gorgheggiare frasi e parole, per perfezionarsi, fa le prove e dice di tutto …, però quando si relaziona con me o con gli altri animali o uomini, parla solo con senso logico. Oppure si accanisce a sgridare il portiere, dato che il mio giardinetto è un giardinetto pensile, ed al di sotto esiste il piano dei box delle macchine, dove la mattina a volte, affacciandosi sotto, si può vedere il portiere che è intento a lavare la macchina. Tutto è iniziato penso con il portiere vedendo Federico soggiornare nella veranda, da sotto deve averlo chiamato, e Federico da allora quando lo vede lì e si sente chiamare da lui puntualmente gli dice “brutto!”, ma non so perché, anche se per essere sincera, è effettivamente un’omone un po’ ingombrante .
Da quì questo flash d'appunti sono stati scritti, da quando ci siamo trasferiti, nella CASA DEGLI ANIMALI, a Campagnano di Roma) FEDERICO E LA MATEMATICA Quando è arrivato Federico nella mia vita, ovviamente già da un pò anni maneggiavo ed allevavo pappagalli, di tutte le dimensioni, ma l'arrivo del gigante tra i pappagalli, mi aveva messo un pò in soggezione. Dopo aver constato la mia incapacità di far parlare decentemente la mia prima amazzone a fronte blu, avevo deciso, di cambiare metodo (sbagliando gli avevo messo un registratore che ripeteva parole senza un senso logico), e ho utilizzato, quello migliore (che uso ora con tutti i baby pappagalli quando gli insegno le prme cose durante lo svezzamento), ossia ho iniziato subito a parlargli, dal primo giorno in cui Lui, è entrato nella mia vita. Ovviamente gli ho sempre parlato con un senso compiuto, esattamente come potevo parlare con una persona con cui dividevo l'appartamento. Salutandolo con un buon giorno, la mattina, e con una buona notte la sera quando chiudevo la luce. Questo metodo è stato vincente perchè ora Federico parla italiano, coniugando con puntuale precisione frasi ad azioni adeguate. Il problema è stato, che ormai io parlo da sola, perchè dato che mi ero costretta, ad esprimere pensieri ad alta voce, una volta entrata in casa, per spronare Federico ed insegnargli tantissime parole ed azioni relative, mi sono accorta che ormai miei pensieri -se ero sola in casa-, ormai per consuetudine, li esternavo sempre vocalmente. Questo ovviamente è diventata ormai una vera abitudine, e quindi ora per verificare un concetto, lo ripeto ad alta voce, se sono sola, e ormai conto ad alta voce Ormai Lui ha 7 anni e 1/2, ma se faccio somme, divisioni, sottrazioni di numeri, vicino a Federico, qualunque sia il prodotto che compongo, quando conto (ad alta voce ovviamente), per Federico il risultato che secondo lui si ottiene dall'operazione matematica, che stò facendo, è sempre inequivocabilmente lo stesso, e come finisco di declinare l'operazione, lui mi dice è sempre che il risultato è : quattro! Bocciato in matematica! .
Campagnano 30 ottobre 2005 ANCHE I PAPPAGALLI, COME I BAMBINI, IMPARANO SUBITO LE CADENZE DIALETTALI La prima cosa che ho fatto fare, durante la ristrutturazione dei casali, è stata quella di realizzare la veranda per far vivere Federico, qualcosa di simile di quella che aveva a Roma. Dopo che era stata realizzata, ci siamo trasferiti, nei casali, io Raffaele, i nostri cani ed i gatti, i pappagalli e soprattutto Federico. Federico, obbiettivamente posso dichiarare che quando è arrivato. Alla fine della giornata di lavoro, al momento di staccare con il lavoro, il capo-squadra spesso dava il segnale “ ah ohhhh, nàmooo”, “avemo finito?”, e gli operai staccavano e se ne andavano. Dopo un mese di lavori, e di vita in campagna, alla fine della giornata di lavoro, è capitato un giorno che gli operai si erano già rivestiti con abiti civili, e stavano dirigendosi fuori verso il cancello, senza che nessuno aveva dato la chiamata. Federico li ha visti allontanarsi, e accorgendosi che nessuno aveva dato il segnale di uscita, l’ho sentito prontamente gridare “ AOOOOOOH, CHE FACEMO MO? ANNAMO’, STACCAMO?! MA CHE’ TE DEVO DI DE PIU,’?” Ecco, sentendo questo mi sono resa conto che prima, Federico parlava italiano
Campagnano 12 novembre 2005 FEDERICO E GLI ESTRUSI Ero abituata a sentire i miei pappagalli abbaiare, ma non avevo preso in considerazione che potevano imitare le pecore. L’altro giorno mi è preso un colpo, ho sentito belare dentro la proprietà, mi sono messa alla ricerca dell’eventuale intruso, ma era solo Bimbo, l’amazzone a fronte rossa, che belava in un modo fantastico. Dopo un’inverno in cui ho dato a tutti i pappagalli, solo gli estrusi, al posto dei semi, perché ritenevo che erano più bilanciati con le vitamine giuste, siamo arrivati alla primavera. Ho iniziato a dare a tutti loro, un’alimentazione più scattante, con i semi, per risvegliare la voglia di riprodursi, essendo arrivato il loro momento. Anche Federico ha beneficiato di questo cambiamento alimentare, -anche se a lui che non ha moglie-, e gli ho versato un po’ di semi misti nella sua mangiatoia, perché obbiettivamente sono molto più graditi, e da novembre non ne mangiava più. Appena ho riempito la sua ciotola, l’ho visto arrivare al cibo, e ha detto, puntuale: “OOOH, FINALMENTE ABBIAMO LA PAPPA’!”
Campagnano 24 maggio 2006 L'UMORISMO DI FEDERICO, SI MANIFESTA GENERALMENTE NEL PRENDERE IN GIRO I CANI Il secondo cane ad arrivare in pensione, è stata una meticcia di 7 mesi, Olivia. E’ una piccola canina, dichiarata dalla sua proprietaria molto nervosa in casa, amata tantissimo e viziata da sulla mamma, in modo molto protettivo e di dipendenza assoluta per entrambe,; Olivia è perfetta con tutti gli animali. La sua mamma umana, dopo essersi fermata per circa 2 ore, prende coraggio e se ne và, ed Olivia la vede uscire dal primo cancello con la macchina. La lascio tranquilla e dopo 10 minuti, inizio a chiamarla, provo inutilmente a farla allontanare dal cancello. Dopo un'ora OLivia, inizia a far la spola da me che stavo un pò lontano dal cancello, ero vicino al paddock dei cavalli, per tornare a controllare con ansia il cancello. In questo tratto di strada, in mezzo ci sono le voliere, e c'è quindi Federico la mia ara dispettosa, che aveva sentito, e ben osservato, tutto il tempo, le scenette tra Olivia e la sua "mamma" umana e le varie chiacchiere vezzose con la canina (Olivia vieni qui dalla mamma, fatti levare questo rovetto, su piccolina, dai fai la brava …….etc). Quindi dopo solo 20minuti, di partenza della sua proprietaria, mentre Olivia passava, in adiacenza a dove stà, Federico ( il fetente), lui le diceva con tono di voce da donna, "mammaaaaaa! Ma dov'è la mamma piccolina?". Potete immaginare Olivia, si bloccava. Iniziava a girare la testa a destra ed a sinistra e cercava impazzita la donna. Poi come ci rinunciava e riprovava a ricorrerre verso il cancello, Federico ricominciava "mammaaaaa? Allora Olivia ma non vieni?" Dopo un'ora Olivia ha deciso di dimenticarsi il cancello, ha ignorato la voce, e Federico ha smesso di prenderla in giro. Olivia tra l’altro ed è diventata la mia appendice per tutti i 7 gg. Simpatica canina, Olivia è stata bravissima, educata, e molto ruffiana con me, e per niente nervosa. Quando è venuta la sua padrona mi ha detto che rincorreva i gatti, l'ultimo giorno l'ho trovata mangiare la sua pappa nella ciotola, insieme ai due gattini........ per niente infastidita o turbata. Come le cose cambiano, ai cani, se gli si cambia il contesto. Campagnano 28 Luglio 2006 Un’altra situazione buffa: ieri mentre stavo nella grande voliera comune dove vola Federico, dove stanno spesso con lui anche Bimbo e Bimba (due amazzoni), vedo che si era messo su un grande ramo e lo vedevo guardare fuori, nella valle e sentivo che chiamava ad alta voce "GINEVRA, GINEVRA? GINEVRA VIENI QUA'! GINEVRAAAAAAA", mi sono affacciata, ma Ginevra non si vedeva in quella sponda della proprietà. L'ho ignorato e sono andata in altri settori della voliera, perche stavo dando la pappa a tutti i pappagalli, ed essendo estese le voliere in 120mq di perimetro, dopo che sono uscita dal suo settore, Federico ha smesso di potermi vedere, ma lo sentivo chiamare sempre insistentemente “Ginevra. Vieni…..!” Dopo mezz'ora sono ritornata nella sua zona, e lui, che era rimasto fermo esattamente nello stesso posto di controllo, vedendomi entrare mi ha chiesto “ma ...... DOV'E' GINEVRA?Campagnano 2 settembre 2006 IL SENSO DELL'UMORISMO DI FEDERICO E' difficile crederci se uno non ha mai avuto un'ara ararauna, ma questi grandissimi pappagalli, se ben svezzati a mano da piccoli, diventano un condensato di sorprese, con un vero senso dello humor. Federico, quando si accorge che la mattina ritardo, un pò nell'andare a somministrare la pappa, a lui ed agli altri pappagalli, mi richiama all'ordine urlandomi come mi vede "MAMMA! MAMMA LA PAPPAAAA! la sua pazienza nell'aspettare è limitata ad un'ora, un'orezza di ritardo, poi mi richiama all'ordine. Ma lui è un'attento osservatore, e ha notato che all'imbrunire, al momento di somministrare la pappa alla mia famiglia a quattro zampe -intendo i miei cani ed i gatti-, io li chiamo con un generale "LA PAPPA!" A questo mio richiamo all'unisono, si vedono sbucare da tutte le parti del giardino dei casali, le 13 code alte, 9 dei cani (in atteggiamento attento), e 4 code alte dei gatti, che festosi ed impazienti raggiungono la loro stanza della somministrazione del cibo. Federico, si diverte un modo ogni tanto prenderli in giro, e 20-15 minuti prima del mio richiamo, dalla sua voliera, dove controlla tutta la situazione del giardino, usando un tono molto simile della mia voce, urla ai quadrupedi "LA PAPPA! LA PAPPA!", Quando li vede correre baldanzosi e speranzosi, verso la stanza, si sente lui, ironico che ride "ah,ah,ah,ah!" Ovviamente, non esaspera quotidianamente questa scena, ma la replica ogni tanto, il tempo necessario per rifarli cascare, nel suo ridicolo giochetto.....E tutti e 13 rigorosamente puntualmente ci ricascano
SIMILITUDINI DI AZIONI, CHE TROVO NEL MIO CAVALLO ED IN FEDERICO, IL MIO PAPPAGALLO PREFERITO FFederico adora inzuppare, i biscotti secchi, il pane, le carote le mele, nella sua ciotola dell'acqua. Lo fà con puntuale consuetudine e poi se li mangia. Non lo fà con le noci, le arachidi o i semi. E poi quando lo metto la mattina nella voliera grande, dove divide tra giochi e dispetti la giornata con le due amazzoni, Bimbo e Bimba, come arriva e trova la vaschetta dell'acqua pulita, fà il costante grande macello, inzuppando tutto e tutti, adora giocare con l'acqua, in qualunque stagione dell'anno. Ieri hanno installato, il beverino nel paddock dei cavalli. Sapevo che lui, Brignole Sale dell'Olgiata, il mio cavallo, adorava quest'aggeggio, perchè fino a quando è vissuto nei circoli, e quindi un box (ossia fino lo scorso anno), era sovente che dovevo ripagare, costantemente i danni che faceva, dentro il suo box, a causa dei giochi che faceva con l'acqua del beverino. Quando l'ho portato nella CASA DEGLI ANIMALI, gli ho fatto collocare nei paddock due grossi secchioni da 80lt, che rinnovavamo di acqua più a volte al giorno, ho cercato di non metterli per un'anno, per evitare di doverli ricomprare, consapevole che lui si divertiva a giocarci. Però rassegnata dai suoi giochi con il secchioni, li rovesciava, cerca di metterci le zampe anteriori dentro (è molto acquatico anche questo mio animale) sempre lasciando anche l'altro cavallo senza acqua, ieri mi sono decisa a far collocare il beverino per cavalli, addossato e cementato ad un palo del paddock, attendendo il danno. Come l'ha visto, ha portato vicino un bel pò di fieno, lo ha appoggiato per terra, e ho visto che ha iniziato con puntuale precisione a farsi la zuppetta, con un ciuffetto di fieno, dentro alla vascettina del suo nuovo beverino, mangiandosi poi i ciuffi di fieno intinti nell'acqua del beverino. Ha continuato tutta la giornata. E questa mattina, come gli hanno ridato il fieno nuovo, ho visto, che lui, ha ripreso compiaciuto, a farsi la zuppetta con l'acqua del beverino. La cosa strana è che questa zuppetta con il fieno, non l'ha mai fatta, in oltre un'anno che lo osservo, nei capienti secchioni da 80lt che avevo fatto mettere. Altre similitudini che vedo in questi due giganti, e come giocano come me, quando io sono vicino a loro occupata a fare qualcosa. Se Federico è vicino a me, sulla spalla, ed io sono occupata, con altre cose, lui fà di tutto per avere la mia attenzione, mi pizzica ovunque, finché non gli dico: FEDERICO!, e lui compiaciuto di aver catalizzato la mia attenzione, mi dice con una vocina deliziosa e tono accattivante, "allora? che si fà ?" Brignole, ovviamente non parla, ma se io stò vicino a lui, e non mi occupo di giocarci, perchè magari gli stò svuotando gli zoccoli, lui puntualmente, mi avvolge con il collo, e con le labbrà mi pizzica il sedere (lo fà solo a me questo, mai agli inservienti quando gli puliscono loro gli zoccoli o al maniscalco mentre si trova nella stessa mia posizione, mentre lo ferra). Ovviamente mi giro a guardarlo, e lui assume un'espressione mista, tra il gioco ed una sfida. In ultimo, Federico, quando è vicino a me, con abilità estrema si appropria sempre di qualcosa che non deve rompere (tipo un bottone che mi stacca), e si diverte a nasconderlo nella parte sottostante dentro il suo becco, costringendomi a contorte azioni esplorative per recuperare il boccone rubato. Anche Brignole, sono anni che si diverte in un modo simile, quando sono con lui a piedi nel paddock e ci siamo facendo vicini a una passeggiata, all'inizio suadentemente si appoggia con il muso a me, mi fà credere che stà facendosi coccolare, invece con il muso e le sue labbra, ispeziona tutte le mie tasche (della giacca o dei pantaloni), finché non trova l'oggetto del suo scherno, le mie chiavi. In un'attimo me le sfila, ed inizia a correre nel paddock, con il mio portachiavi in bocca, divertito da me che lo rincorro con suppliche e promesse varie. Solo quando lui vuole, il suo gioco finisce e me le restituisce. Due animali così diversi, ma per me così simili in alcune loro azioni, così particolari e soggettive!
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