Pensione per cani, Allevamento amatoriale di pappagalli svezzati a mano, Pensione per pappagalli ed altri animali, Passione per i golden retriever

 

 

 

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(Inizialmente questa nota di appunti, sono stati  scritti, quando vivevamo in un’appartamento, con un giardinetto, dentro Roma nel centro di quartiere residenziale)

TRASCRIVO questi  14 appunti, sono stati  scritti di quando ancora mi sorprendevo per le cose che faceva, sono desunti dal primo anno e 1/2 di vita con Federico:

1)FEDERICO E GLI ABITANTI DEL QUARTIERE:

E’ ormai un’abitudine del quartiere, quando passa qualcuno vicino al mio giardinetto, si usa lanciare un  saluto a  Federico, la mia ara ararauna.

Si sentono i passanti che abitano negli isolati adiacenti che urlano “ciao Federico”, e dopo un po’ lui risponde con vari toni di voce –dallo stridulo, al suadente, dal simpatico….-  ciao, a volte occasionalmente continua la conversazione con un come stai?” .

 

2) NON BISOGNA PRENDERLO IN GIRO, FEDERICO

Quando sto tornando a casa, con i tre cani, è consuetudine che Ginevra e Barnaba mi precedano correndo sul marciapiede verso il portoncino in ferro del giardinetto, in modo chiassoso per l’euforia, Federico  ci sente arrivare ed inizia a chiamarmi urlando “MAMMA!!” .

Mi sono accorta che lo salutano tutti, i bambini che passano sul marciapiede prima di andare a scuola, gli abitanti del quartiere quando  passano vicino.

Una mia amica Magda, si diverte a mandarlo in crisi, quando  passa vicino a piedi, costeggiando fuori dal giardinetto della mia abitazione, lo chiama “ciao Federico”,

lui Le risponde  ciao!”.

Lei provocatrice, ben sapendo che se si trova a casa solo (perché vede che la mia macchina non è parcheggiata fuori) gli domanda “dov’è Stefania?”

e lui sta qualche secondo in silenzio e poi con tono dubitativo dice con voce emozionata, in falsetto dice  mamma?!”, dopo dichè si arrabbia, perché si rende conto che io non ci sono e lancia urla spropositate, come solo le ara sanno fare.

 

3) FEDERICO E MIA MADRE, una battaglia persa!

Premettendo come già detto, che lui mi chiama mamma (è arrivato  a 5 mesi in casa e l’allevatore gli aveva insegnato che chi gli dava con la siringa il cibo era la mamma. Quindi da subito io ero per lui <<mamma >>), successivamente aveva capito che ero anche Stefania perché gli amici così mi chiamavano in casa, quindi per lui era chiara l’associazione, che la mamma = è Stefania.

Una mattina quando stavo rientrando verso casa, e sono mi accorta che mia madre era fuori del mio portone sul marciapiede, ed aveva le mani occupate da alcune buste. Avvicinandomi sempre di più mi sono accorta che lei stava parlando con qualcuno che doveva trovarsi all’interno del mio giardino, ma in casa non c’era nessuno. La conversazione che ho seguito per qualche minuto era questa:

mia madre: “Stefania, Stefaaaniaaaa  

voce: “Mammaaaa”

mia madre: Stefania

voce: Mamma”

Mia madre:  “Stefania sbrigati, sono fuori con i pacchi!”

voce: “Ciaooo”

mia madre: “ma aprimi

voce: “no!”

mia madre:  “mi stanno cascando tutti i pacchi che ho portato, Stefaniaaaaaa

voce: “ Mamma”

mia madre: “ma cosa stai facendo, aprimi, sbrigati ti ho fatto una cortesia sono le tue cose che ho ritirato dalla tintoria, è un favore che ti faccio, PER TEE”

voce: “ eh allora?”

mia madre: “Stefania APRI IL PORTONE!

voce. “aspetta……..ho detto!”

mia madre: “ma allora? Cosa stai facendo?”

voce: “e allora? Basta noo? Smettila!!”

mia madre ormai con voce isterica : MA,………….STEANIA!

voce: Ma Mamma!”

Al che, ho deciso che potevo interromperli, ricomponendomi dalle risate soffocate, mi sono avvicinata a mia madre da dietro, provando ad inserirmi nella sua conversazione, e inserendomi in quella conversazione, ho provato a dirle anche io:

“mamma?”

 mia madre, ormai  senza riuscire ad accorgersi che le parlavo dietro le spalle: (con voce sfinita ed esasperata) “ma Stefania, perché non mi apri?!”

io: “Mamma, scusa sono dietro di te, se vuoi ora ti apro, ma con chi stai parlando?”,

e finalmente girandosi  si è accorta che ero dietro lei, mi ha detto: “ma io con chi stavo parlando da 5 minuti?”

io: visto che io ero fuori, parlavi con Federico….. è ovvio mamma! Ed a bassa voce ho detto,  “lui ovviamente diceva no, perché non sapeva come farti entrare”.

E' significativo sottolineare, che passati  due anni, i due hanno ripetuto la stessa scena!

 

 4) FEDERICO ED I PASSANTI

Dunque come anticipato, Federico parla, anche se la conversazione è limitata, ma  quando comunica con qualcuno non parla mai con frasi sconnesse –a parte quando fa  prove per  nuove parole, che generalmente  fa quando è da solo, esercizio dura almeno mezz’ora, o quando piove, cosa che manda in uno stato di eccitazione i pappagalli-.

Quando io rientro nel giardino e lui mi vede che sono sulle scalette, mi saluta con un: “ciao”, “cia-ciao”, o anche “ciao Mamma”.

Ma quando entra in giardino qualcuno, lui saluta generalmente chi sta scendendo, solo con un “ciao” , e mai con un ciao Mamma………….

Una vicina del palazzo mi ha fatto sapere, che anche quando arrivo con la macchina anche lui (cosa che tutti sanno che fanno i cani) riconosce il rumore proprio della mia vettura, e questo lo fa indipendentemente dalla presenza o meno dei cani in giardino (che grazie alla nota ed invidiabile percezione del loro udito, riconoscono il rumore della mia macchina; mentre i pappagalli hanno un udito poco sviluppato), ed inizia ad urlare ed a chiamarmi.

 

5) NON BISOGNA SCOCCIARLO

Un’insolito episodio me l’ha raccontato Marta, una dog-sitter, quando un pomeriggio è arrivata al parco dei cani, con la faccia nera da offesa per quello che le era appena capitato.

Due volte al giorno lei porta i cani al parco -e quindi ha la consuetudine di  passare sia  all’andata  che al ritorno- per il marciapiede adiacente al mio giardinetto, e mentre passa saluta Federico, e aspetta il suo saluto: “Federico? ciao Federico!”, e lui risponde  “ciao”.

Il giorno in questione lo chiama, ma non si sente salutare;

Marta aveva notato che solo se lui era in casa,  non le  rispondeva, oppure a volte era capitato che non era pronto nel risalutarla, per cui lei  continuava  a chiamarlo e richiamarlo.

Ma quella volta si era accanita, perché da lontano lo aveva sentito cantare ed arrivata vicino,  l’aveva chiamato e richiamato, per ben 9 volte, senza averne una risposta, ma alla fine lui con tono esasperato le ha urlato “ e allora? Ma BASTAAA! NO?!!”

 

 6) FEDERICO E LA GALANTERIA

Ma la conferma che lui è un pappagallo espansivo ed educato, l’ho avuta quando mi sono accorta che una di queste mattine, quando sono andata a comprare il giornale nell’edicola sotto casa, portandomelo con me,  mentre si trovava avvinghiato sulla mia spalla, mi sono accorta che dopo aver ritirato il giornale aver salutato l’edicolante, rigirandomi con il corpo di 180° con l’intento di uscire, lui si è protratto con tutto il suo corpo indietro e mentre stavo uscendo dal chiosco, educatamente, facendo una piroetta all’indietro per guardarlo in faccia  ha salutato anche lui, il gentile signore con un sonoro “ciaoo!”.

Ho notato che ha fatto la stessa  quando sono passata qualche giorno dopo, con lui nella guardiola davanti la guardiola del mio palazzo per recuperare la posta. Nella portineria era seduta la figlia del portiere, una serena ragazza che ha un’innato atteggiamento festoso con tutti gli animali, io e lei ci siamo salutate, e lei ha lanciato un’accattivante saluto gentile a Federico, il quale è rimasto al momento silenzioso, ma nel momento in cui stavamo uscendo dal portone si è sporto all’indietro verso la ragazza, l’ha guardata, e con voce questa volta vezzosa, l’ha salutata con il suo rimbombante e diretto “ciao bella!”.   

Da tutto si evince che lui è un’animale disinibito, che adora relazionarsi con tutti, ma non vuole essere  osservato con insistenza che non parla a comando, ma solo parla per comunicare. I suoi atteggiamenti di diffidenza sono i medesimi di quelli che potrebbe avere un bambino e s’intimidisce quando capisce che viene sottoposto ad un’interrogatorio-test,  esattamente nello stesso modo in cui potrebbe essere messo in difficoltà qualsiasi bambino piccolo di 3 – 5 anni. 

 

7)Riprendo a scrivere, questo diario per annotare una nuova  chiacchera sensata che mi ha regalato Federico.

Dorme in casa, in una cameretta attigua al salone.

Questa mattina, quando mi sono alzata, ho trovato una serie di marcature,  fatte con  la pipi, del piccolo cane terrier, che ha il testosterone a mille, dato che la mamma sta per andare in calore e lui, giovane maschio, segna il territorio nel mio salone sul parquettes e sui mobili,………(è fastidiosissimo!)

Quando l’ho scoperto, arrabbiatissima, l’ho preso per sgridarlo e strofinargli il muso sopra  una delle tante pipì che ho trovato nel salone.

Dopo dichè ho iniziato a sgridarlo con tono alto e perentorio:

io:  “Barnaba, cosa HAI FATTO, COSA HAI FATTO?”, e dalla stanzetta socchiusa adiacente al salone c’era Federico ancora dormiente, sento che risponde prontissimo alla mia domanda,  E’ CATTIVO!”; ma io l’ho ignorato nella mia foga punitiva  verso Barnaba, e continuando a sgridarlo, ho alzato il tono della voce, e ho detto urlando  “BASTA MI  HAI PROPRIO STUFATO!! MA DEVI DIRMI PERCHE’ LO FAI?” al chè dalla sua stanzetta, iper-eccitato, Federico ha urlato “te lo dico perchè……. PERCHE’ E’ BRUTTOOOOOO BarnaVa!” (non è mai stato in grado di chiamarlo Barnaba)

 

8) CHIACCHERE VARIE

Da quell’episodio, più volte ho notato la sua capacità di associazione quando vuole lui, ha la frase giusta ad ogni mia azione. Se gli dò un bacio,  se è in un momento coccolone, compiaciuto, chiudendo gli occhi,e afferma “bascio”, senza mettere un tono dubitativo alla frase, ma facendo solo una sua constatazione.

Mentre se gli offro un biscotto, un pezzo di torta, a tale mia azione associa una frase con  tono dubitativo “com’è? È buono?” e solo dopo averlo assaggiato, mi replica con una frase affermativa “muuuuh, è buuuuono!”   

Ma già tante altre volte avevo già avuto la conferma di questo; ad esempio quando arrivo con il contenitore  dei semini piccoli che sto per inserire nelle mangiatoie delle voliere dei piccoli inseparabili, Federico, dopo aver dilatato l’iride dell’occhio, mi chiede: “allora, come sono? Sono buoniiiiii?” .

Lui quei semini non li ha mai mangiati, ma si è limitato ad osservare la mia azione e la successiva reazione dei pappagallini che correvano a mangiarli.

Ovviamente ho la consapevolezza che lui non riuscirà mai a smettere di stupirmi.

 

9) Una sera stavo uscendo a cena fuori, l’avevo ricollocato nella stanzetta dove dorme sul suo trespolo e dove vado a vedere la televisione con lui.

Sapevo che sarei rientrata presto, allora ,come ho la consuetudine di fare, gli ho acceso la tv e gli ho riempito la mangiatoia di cibo estruso.  Sentendomi un pò in colpa perché lo avrei lasciandolo solo, prima di uscire, gli ho provato a dare qualche crocchetta le dita, e come di consueto per giocare con me anzichè prendere la crocchetta ha preso il mio dito, e non ha dosato bene la stretta del suo becco.

Istintivamente gli ho gridato dal dolore “ahia!” e l’ho guardato male con il volto arrabbiato, lui mortificato ha piegato lateralmente la faccia e mi ha prontamente chiesto  “ho sbagliato?”

 

10) l'altra sera mentre stava con il suo trespolo nella saletta della televisione, mi  osserva avvitare la ciotola in ferro contenente l’acqua pulita. Da sempre, per quanto mi ricordi, ogni volta che faccio quest'operazione si diverte a darmi fastidio, così quando mi accingo ad avvitare la rotellina  che serve a fissare la ciotolina all'asta di legno del suo trespolo, si diverte a pizzicarmi le dita con il suo enorme beccone, facendomi cadere dalle mani la minuscola rotellina. Per evitare che ciò avvenga cerco sempre di accellerare i movimenti, ma lui per fermare le dita che si muovono velocemente. Quella sera  mi ha dato un morso più forte del solito. Dato che mi ha fatto male, dandogli un’occhiataccia, gli ho urlato esasperata: “ma allora sei proprio  un’imbecille!”, e lui mi ha subito risposto, con una vocetta più dispiaciuta che sorpresa,  “NOO!  Federico è bruttoooooo!”    

 

11)Avevo già notato, che se  scivolava  tra una liana e l’altra, o nel  volo che faceva per raggiungere il bastone per arrivare al suo trespolo, o quando mi capitava di farlo sobbalzare mentre lo rimettendolo in casa,  ad ogni sobbalzo ad ogni scivolata diceva   OPSssss”, cosa che anch'io dico quando inciampo o mio cade qualche cosa dalle mani (è' ovvio che l’ha appreso, certamente, da me), quando ho assistito alla seguente scenetta. Mentre stavo scrivendo, dal mio studio, l’ho visto aprire la maniglia della porta finestra, scendere a terra dall’infisso ed entrare in casa a piedi; mi aveva vista intenta al lavoro, seduta, a scrivere, e come al solito si accingeva a salirmi sulla spalla, arrampicandosi su di me. Federico non si era accorto che avevo il golf  solo appoggiato sulle spalle. Lo vedo che inizia ad arrampicandosi, aggrappandosi prima alla gamba, usando la stoffa della tuta, arrivato all’altezza della mia coscia, sentivo che stava utilizzando il golf come appoggio per continuare la sua  salita, ma appena  aggrappatosi al maglione facendo forza per continuare la sua arrampicata, la manica del golf è scivolata con lui, giù, a terra, e lui mentre precipitava velocemente, cadendo ha  esclamato: “OPSssss! Cascooooooo!  

Quando l’ho visto precipitare a terra, e mi sono resa conto che nella caduta associava anche la frase giusta, mi sono messa a ridere e lui da terra in falsetto, mi ha ripetuto con tono indispettito: “ah,ah,ah!”.

 

12)È pur vero che anche i cani sono abilissimi ad associare le nostre frasi alle appropriate azioni. Ad esempio: se gli diciamo andiamo fuori, usciamo, molti cani, vanno a prendere il guinzaglio; se gli chiediamo di prendere la pallina, loro cercano la pallina e la portano;se gli proponiamo la pappa, loro si posizionano scodinzolanti aspettando di vedere la che riempiamo la loro ciotola di cibo; e se nominiamo il loro amico dei giochi, loro si girano a cercarlo;

Quindi è assodato che riescono ad associare abilmente molte nostre frasi ad azioni.

Ma il loro modo d’ interagire è limitato alla mancanza di parola, e questo è limitativo in un rapporto.

Ho poi notato che io lo saluto sempre con un ciao Federico, e anche gli amici ricambiano il suo saluto con ciao o ciao Federico, ma lui non si è mai sbagliato non ha mai detto salutando me o gli altri,  “ciao Federico”; e non perché non rientra nel suo vocabolario, ma perché non è appropriato, perché sa che è lui “Federico”.

 

13) Mi è capitato, ora dopo il primo anno e 1/2 in cui viviamo insieme, constatare che ho parlato più di un  minuto e 1/2 al telefono con Federico, senza accorgermene:

una mattina mi trovavo ancora a casa e dovevo fare una telefonata di lavoro, non trovando il cordless (che avevo dimenticato nella veranda dove stava lui), mi sono recata nella mia stanza da letto per usare quel telefono  che era lì. Dato che in casa tutti loro gorgheggiavano con urli più o meno acuti, ho chiuso le due porte dell’anticamera e della camera da letto per riuscire ad avere più privacy.

Ho composto il numero telefonico, di un’Ente, e poi messo la cornetta vicino al mio orecchio: ho immaginato che la telefonata era già attivata perché non udivo il suono telefonico libero, perché sentivo il respiro dall’altra parte del telefono, allora ho detto “pronto”, e dal ricevitore ho udito una voce gentile che diceva pronto, allora ho continuato con tono professionale la conversazione,

dicendo “buongiorno sono l’arch. Mattelloni, potrei parlare per favore con il dott.xx?”, ed una voce dall’altra parte mi ridice “prontoooo!”, al che pensando che non aveva sentito ho replicato “pronto, potrei parlare per favore con il dott.xx?, ma dall’altra parte del ricevitore. mi è stato risposto con tono poco professionale “prontooo!”,  ed io ho continuato a replicare  “buongiorno potrei parlare con il dott. Xx?”, la voce a quel punto continuò a rispondere -devo confessare che era un po’ interdetta, perché, al telefono quest’estraneo aveva un tono esageratamente amichevole, per essere un asettico centralinista-, e a quel punto della conversazione, la voce  mi dice  a ciao, come stai?”, ho continuato un po’ sorpresa ed indignata la conversazione con quello che ritenevo un’operatore intraprendente o forse ubriaco, e ormai ripetevo un po’ esasperata la frase, “mi scusi, potrei parlare con il dott. Xx!”, ma la voce dall’altra parte del ricevitore, come io finivo di parlare, diceva come risposta la sequenza “pronto, ciaao! Come stai?”

A quel punto, finalmente mi è venuto un dubbio, ed  ho detto a quella strana voce burlona  “mi può per favore aspettare un attimo?” mi sono precipitata nella  veranda, dove ho trovato Federico che teneva perfettamente il cordless in mano, ovviamente con il tasto spinto di conversazione in funzione, che diceva al ricevitore “pronto? Mamma!  ciao, come stai?”, e quando mi ha vista, con faccia attonita, mi ha detto felice,  Ciaao!”.

Sono rimasta senza parole, gli ho levato il cordless dalla zampa, arrabbiata ma soprattutto attonita con me stessa, perché non mi ero accorta che stavo parlando al telefono con lui, e per di più da qualche lungo minuto.

 

14)Preciso che non parla sempre e solo in un modo criteriato e con senso, il pomeriggio all’imbrunire quando sta nella veranda da solo con gli altri, lo sento gorgheggiare frasi e parole, per perfezionarsi, fa le prove e dice di tutto …, però quando si relaziona con me o con gli altri animali o uomini, parla solo con senso logico.

Oppure si accanisce a sgridare il portiere, dato che il mio giardinetto è un giardinetto pensile, ed al di  sotto esiste il piano dei box delle macchine, dove la mattina a volte, affacciandosi sotto, si può vedere il portiere che è intento a lavare la macchina. Tutto è iniziato penso con il portiere vedendo Federico soggiornare nella veranda, da sotto deve averlo chiamato, e Federico da allora quando lo vede lì e si sente chiamare da lui puntualmente gli dice brutto!”, ma non so perché, anche se per essere sincera,  è effettivamente  un’omone un po’ ingombrante .  

 

Da quì questo flash d'appunti sono stati scritti, da quando ci siamo trasferiti, nella CASA DEGLI ANIMALI, a Campagnano di Roma)

FEDERICO E LA MATEMATICA

Quando è arrivato Federico nella mia vita, ovviamente già da un pò anni maneggiavo ed allevavo pappagalli, di tutte le dimensioni, ma l'arrivo del  gigante tra i pappagalli, mi aveva messo un pò in soggezione.

Dopo aver constato la mia incapacità di far parlare decentemente  la mia prima amazzone a fronte blu, avevo deciso, di cambiare metodo (sbagliando gli avevo messo un registratore che ripeteva parole senza un senso logico), e  ho utilizzato, quello migliore (che uso ora con tutti i baby pappagalli quando gli insegno le prme cose durante lo svezzamento), ossia ho iniziato subito a parlargli, dal primo giorno in cui Lui, è entrato nella mia vita. Ovviamente gli ho sempre parlato con un senso compiuto, esattamente come potevo parlare con una persona con cui dividevo l'appartamento. Salutandolo con un buon giorno,  la mattina, e con una buona notte la sera quando chiudevo la luce.

Questo metodo è stato vincente perchè ora Federico parla italiano, coniugando con puntuale precisione frasi ad azioni adeguate.

Il problema è stato, che ormai io parlo da sola, perchè dato che mi ero costretta, ad esprimere pensieri ad alta voce, una volta entrata in casa, per spronare Federico  ed insegnargli tantissime  parole ed azioni relative, mi sono accorta che ormai miei pensieri -se ero sola in casa-, ormai per consuetudine, li esternavo sempre vocalmente. Questo ovviamente è diventata ormai una vera abitudine, e quindi ora per verificare un concetto, lo ripeto ad alta voce, se sono sola, e ormai conto ad alta voce

Ormai Lui ha 7 anni e 1/2, ma se faccio somme, divisioni, sottrazioni di numeri, vicino a Federico, qualunque sia il prodotto che compongo, quando conto (ad alta voce ovviamente), per Federico il risultato che secondo lui si ottiene dall'operazione matematica, che stò facendo, è sempre inequivocabilmente lo stesso, e come finisco di declinare l'operazione, lui mi dice è sempre che il risultato è : quattro!

Bocciato in matematica!  .

 

Campagnano 30 ottobre 2005

ANCHE I PAPPAGALLI, COME I BAMBINI, IMPARANO SUBITO LE  CADENZE DIALETTALI

La prima cosa che ho fatto fare, durante la ristrutturazione dei casali, è stata quella di realizzare la veranda per far vivere Federico, qualcosa di simile di quella che aveva a Roma.

Dopo che era stata realizzata,  ci siamo trasferiti, nei casali, io Raffaele, i nostri cani ed i gatti, i pappagalli e soprattutto Federico.

Federico, obbiettivamente posso dichiarare che quando è arrivato.

Alla fine della giornata di lavoro, al momento di staccare con il lavoro,  il capo-squadra spesso dava il segnale “ ah ohhhh, nàmooo”, “avemo finito?”, e gli operai staccavano e se ne andavano.

Dopo un mese di lavori, e di vita in campagna, alla fine della giornata di lavoro, è capitato un giorno che gli operai si erano già rivestiti con abiti civili, e stavano dirigendosi fuori verso il cancello, senza che nessuno aveva dato la chiamata. Federico li ha visti allontanarsi, e accorgendosi che nessuno aveva dato il segnale di uscita, l’ho sentito prontamente  gridare “ AOOOOOOH, CHE FACEMO MO? ANNAMO’, STACCAMO?! MA CHE’ TE DEVO DI DE PIU,’?”

Ecco, sentendo questo mi sono resa conto che prima, Federico parlava italiano

 

Campagnano 12 novembre 2005

FEDERICO E GLI ESTRUSI

Ero abituata a sentire i miei pappagalli abbaiare, ma non avevo preso in considerazione che potevano imitare le pecore.

L’altro giorno mi è preso un colpo, ho sentito belare dentro la proprietà, mi sono messa alla ricerca dell’eventuale intruso, ma era solo Bimbo, l’amazzone a fronte rossa, che belava in un modo fantastico.

Dopo un’inverno in cui ho dato a tutti i pappagalli, solo gli estrusi, al posto dei semi, perché ritenevo che erano più bilanciati con le vitamine giuste, siamo arrivati alla primavera. Ho iniziato a dare a tutti loro,  un’alimentazione più scattante, con i semi, per risvegliare la voglia di riprodursi, essendo arrivato il loro momento.

Anche Federico ha beneficiato di questo cambiamento alimentare, -anche se a lui che non ha moglie-, e gli ho versato un po’ di semi misti nella sua mangiatoia, perché obbiettivamente sono molto più graditi, e da novembre non ne mangiava più.

Appena ho riempito la sua ciotola, l’ho visto arrivare al cibo, e ha detto, puntuale:  “OOOH,  FINALMENTE ABBIAMO LA PAPPA’!”   

 

Campagnano 24 maggio 2006 

L'UMORISMO DI FEDERICO, SI MANIFESTA GENERALMENTE NEL PRENDERE IN GIRO I CANI

Il secondo cane ad arrivare in pensione,  è stata una meticcia di 7 mesi, Olivia. E’ una piccola canina, dichiarata dalla sua proprietaria molto nervosa in casa, amata tantissimo e viziata da sulla mamma, in  modo molto protettivo e di dipendenza assoluta per entrambe,; Olivia è perfetta con tutti gli animali.

La sua mamma umana, dopo essersi fermata per circa 2 ore, prende coraggio e se ne và, ed Olivia la vede uscire dal primo cancello con la macchina.

La lascio tranquilla e dopo 10 minuti, inizio a  chiamarla,  provo inutilmente a farla allontanare dal cancello. Dopo un'ora OLivia, inizia a far la spola da me che stavo un pò lontano dal cancello, ero vicino al paddock dei cavalli, per tornare a controllare con ansia il cancello.

In questo tratto di strada, in mezzo ci sono le voliere, e c'è quindi Federico la mia ara dispettosa, che aveva sentito, e ben osservato, tutto il tempo, le scenette tra Olivia e la sua "mamma" umana e le varie chiacchiere vezzose con la canina (Olivia vieni qui dalla mamma, fatti levare questo rovetto, su piccolina, dai fai la brava …….etc).

Quindi dopo solo 20minuti, di partenza della sua proprietaria, mentre Olivia passava, in adiacenza a  dove stà, Federico ( il fetente), lui  le diceva con tono di voce da donna, "mammaaaaaa! Ma dov'è la mamma piccolina?".

Potete immaginare Olivia, si bloccava. Iniziava a girare la testa a destra ed a sinistra e cercava impazzita la donna. Poi come ci rinunciava e riprovava a ricorrerre verso il cancello, Federico ricominciava "mammaaaaa? Allora Olivia  ma non vieni?"   

Dopo un'ora Olivia ha deciso di dimenticarsi il cancello, ha ignorato la voce, e Federico ha smesso di prenderla in giro. Olivia tra l’altro ed è diventata la mia appendice per tutti i 7 gg.

Simpatica canina, Olivia è stata bravissima, educata, e molto ruffiana con me, e per niente nervosa. Quando è venuta la sua padrona mi ha detto che rincorreva i gatti, l'ultimo giorno l'ho trovata mangiare la sua pappa nella ciotola, insieme ai due gattini........ per niente infastidita o turbata.

Come le cose cambiano, ai cani, se gli si cambia il contesto.

Campagnano 28 Luglio 2006

Un’altra situazione buffa: ieri  mentre stavo nella grande voliera  comune dove vola Federico, dove stanno spesso con lui anche Bimbo e Bimba (due amazzoni), vedo che si era messo su un grande ramo e lo vedevo guardare fuori, nella valle e sentivo che chiamava ad alta voce "GINEVRA, GINEVRA? GINEVRA VIENI QUA'! GINEVRAAAAAAA", mi sono affacciata, ma Ginevra non si vedeva in quella sponda della proprietà.

L'ho ignorato e sono andata in altri settori della voliera, perche stavo dando la pappa a tutti i pappagalli, ed essendo estese le voliere in 120mq di perimetro, dopo che sono uscita dal suo settore, Federico ha smesso di potermi vedere, ma lo sentivo chiamare sempre insistentemente “Ginevra. Vieni…..!”

Dopo mezz'ora sono ritornata nella sua zona, e lui, che era rimasto fermo esattamente nello stesso posto di controllo, vedendomi entrare mi ha chiesto  

ma ...... DOV'E' GINEVRA?

Campagnano 2 settembre 2006

IL SENSO DELL'UMORISMO DI  FEDERICO

E' difficile crederci se uno non ha mai avuto un'ara ararauna, ma questi grandissimi pappagalli, se ben svezzati a mano da piccoli, diventano un condensato di sorprese, con un vero senso dello humor.

Federico, quando si accorge che la mattina ritardo, un pò nell'andare a somministrare la pappa, a lui ed agli altri pappagalli, mi richiama all'ordine urlandomi come mi vede "MAMMA! MAMMA LA PAPPAAAA! la sua pazienza nell'aspettare è limitata ad un'ora, un'orezza di ritardo, poi mi richiama all'ordine.

Ma lui è un'attento osservatore, e ha notato che all'imbrunire, al momento di somministrare la pappa alla mia famiglia a quattro zampe -intendo i miei cani ed i  gatti-, io li chiamo con un generale "LA PAPPA!" A questo mio richiamo all'unisono, si vedono sbucare da tutte le parti del giardino dei casali, le 13 code alte, 9 dei cani (in atteggiamento attento), e 4 code alte dei gatti, che festosi ed impazienti raggiungono la loro stanza della somministrazione del cibo. Federico,  si diverte un modo ogni tanto prenderli in giro, e 20-15 minuti prima del mio richiamo, dalla sua voliera, dove controlla tutta la situazione del giardino, usando un tono molto simile della mia voce, urla  ai quadrupedi "LA PAPPA! LA PAPPA!", Quando li vede correre baldanzosi e speranzosi, verso la stanza, si sente lui, ironico che ride "ah,ah,ah,ah!"

Ovviamente, non esaspera quotidianamente questa scena, ma la replica ogni tanto, il tempo necessario per rifarli cascare, nel suo ridicolo giochetto.....E tutti e 13 rigorosamente puntualmente ci ricascano  

 

SIMILITUDINI DI AZIONI, CHE TROVO NEL MIO CAVALLO ED IN FEDERICO, IL MIO PAPPAGALLO PREFERITO

FFederico adora inzuppare, i biscotti secchi, il pane, le carote le mele, nella sua ciotola dell'acqua.   Lo fà con puntuale consuetudine e poi se li mangia. Non lo fà con le noci, le arachidi o i semi. E poi quando lo metto la mattina nella voliera grande, dove divide tra giochi e dispetti la giornata con le due amazzoni, Bimbo e Bimba, come arriva e trova la vaschetta dell'acqua pulita, fà il costante grande macello, inzuppando tutto e tutti, adora giocare con l'acqua, in qualunque stagione dell'anno.  

Ieri hanno installato, il beverino nel paddock dei cavalli. Sapevo che lui, Brignole Sale dell'Olgiata, il mio cavallo, adorava quest'aggeggio, perchè fino a quando è vissuto nei circoli, e quindi un box (ossia fino lo scorso anno), era sovente che dovevo ripagare, costantemente  i danni che faceva, dentro il suo box, a causa dei giochi che faceva con l'acqua del beverino.                                                                                        Quando l'ho portato nella CASA DEGLI ANIMALI, gli ho fatto collocare nei paddock due grossi secchioni da 80lt, che rinnovavamo di acqua più a volte al giorno, ho cercato di non metterli per un'anno, per evitare di doverli ricomprare, consapevole che lui si divertiva a giocarci. Però rassegnata dai suoi giochi con il secchioni, li rovesciava, cerca di metterci le zampe anteriori dentro (è molto acquatico anche questo mio animale) sempre lasciando anche l'altro cavallo senza acqua, ieri mi sono decisa a far collocare il beverino per cavalli, addossato e cementato ad un palo del paddock, attendendo il danno. Come l'ha visto, ha portato vicino un bel pò di fieno, lo ha appoggiato per terra, e ho visto che ha iniziato con puntuale precisione a farsi la zuppetta, con un ciuffetto di fieno, dentro alla vascettina del suo nuovo beverino, mangiandosi poi i ciuffi di fieno intinti nell'acqua del beverino. Ha continuato tutta la giornata. E questa mattina, come gli hanno ridato il fieno nuovo, ho visto, che lui,  ha ripreso compiaciuto,  a farsi la zuppetta con l'acqua del beverino. La cosa strana è che questa zuppetta con il fieno, non l'ha mai fatta, in oltre un'anno che lo osservo, nei capienti secchioni da 80lt  che avevo fatto mettere.    

  Altre similitudini che vedo in questi due giganti, e come giocano come me, quando io sono vicino a loro occupata a fare qualcosa.                                           Se Federico è vicino a me, sulla spalla, ed io sono occupata, con altre cose, lui fà di tutto per avere la mia attenzione, mi pizzica ovunque, finché non gli dico: FEDERICO!, e lui compiaciuto di aver catalizzato la mia attenzione, mi dice con una vocina deliziosa e tono accattivante, "allora? che si fà ?"                             

Brignole, ovviamente non parla, ma se io stò vicino a lui, e non mi occupo di giocarci, perchè magari gli stò svuotando gli zoccoli, lui puntualmente, mi avvolge con il collo, e con le labbrà mi pizzica il sedere (lo fà solo a me questo, mai agli inservienti quando gli puliscono loro gli zoccoli o al maniscalco mentre si trova nella stessa mia posizione, mentre lo ferra). Ovviamente mi giro a guardarlo, e lui assume un'espressione mista, tra il gioco ed una sfida.

 In ultimo, Federico, quando è vicino a me, con abilità estrema si appropria sempre di qualcosa che non deve rompere (tipo un bottone che mi stacca), e si diverte a nasconderlo nella parte sottostante dentro il suo becco, costringendomi a contorte azioni esplorative per recuperare il boccone rubato.                                                 Anche Brignole, sono anni che si diverte in un modo simile, quando sono con lui a piedi nel paddock e ci siamo facendo vicini a una passeggiata, all'inizio suadentemente si appoggia con il muso a me, mi fà credere che stà facendosi coccolare, invece con il muso e le sue labbra, ispeziona tutte le mie tasche (della giacca o dei pantaloni), finché non trova l'oggetto del suo scherno, le mie chiavi. In un'attimo me le sfila, ed inizia a correre nel paddock, con il mio portachiavi in bocca, divertito da me che lo rincorro con suppliche e promesse varie. Solo quando lui vuole, il suo gioco finisce e me le restituisce.

Due animali così diversi, ma per me così simili in alcune loro azioni, così particolari e soggettive!